
FAQ ZES Unica Mezzogiorno - Legge di bilancio 2026,
L. 30 Dicembre 2025, n. 199 Credito d’imposta
per investimenti nel Mezzogiorno (attivo)
1. Qual è la natura dell'agevolazione e a quanto ammontano i fondi complessivi messi a disposizione?
L'agevolazione consiste in un contributo concesso sotto forma di credito d'imposta. La dotazione finanziaria complessiva per il triennio 2026-2028 è pari a 4 miliardi di euro. Per l'anno 2026 sono stanziati 2,3 miliardi di euro, per il 2027 vi è 1 miliardo di euro e per il 2028 lo stanziamento è di 750 milioni di euro.
2. Quali sono i territori regionali ammessi per poter richiedere il credito d'imposta?
Possono accedere alla misura le imprese con sede operativa in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Sardegna (per l'intero territorio regionale). L'agevolazione si applica inoltre ad alcune aree specifiche della regione Abruzzo (limitatamente alle zone 107.3 c), delle Marche e dell'Umbria.
3. Quali settori e tipologie di imprese sono espressamente esclusi dalla misura?
Sono escluse le imprese che operano nei settori siderurgico, carbonifero, della lignite, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti (e relative infrastrutture), della banda larga, nonché della produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione di energia (e relative infrastrutture energetiche), e infine i settori creditizio, finanziario e assicurativo. Sono esclusi anche i soggetti in stato di liquidazione, scioglimento o che si trovano in condizioni di difficoltà.
4. Quali sono i limiti minimi e massimi di spesa per ciascun progetto?
La soglia minima di investimento ammissibile è pari a 200.000 €. Questo limite minimo scende a 50.000 € esclusivamente per gli investimenti effettuati nei settori della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura. Il tetto massimo di spesa per ciascun progetto di investimento è fissato a 100 milioni di euro.
6. Cosa si intende per "progetto di investimento iniziale" ai fini del bando?
Gli acquisti devono essere inquadrati in un programma volto a: la creazione di un nuovo stabilimento, l'ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente, la diversificazione della produzione per ottenere prodotti mai fabbricati prima, oppure un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo. Sono esclusi i beni destinati autonomamente alla vendita, i beni trasformati/assemblati per ottenere prodotti da vendere e i materiali di consumo.
5. Quali categorie di beni sono considerate "spese ammissibili"?
Il bando ammette le spese relative all'acquisto (anche in locazione finanziaria) di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie per strutture produttive esistenti o nuove. Sono inoltre ammessi l'acquisto di terreni funzionali all'attività e di immobili strumentali (per i quali non vige l'obbligo di novità, potendo essere pre-esistenti). Il valore cumulato di terreni e immobili non può tuttavia superare il 50% dell'investimento complessivo agevolato.
7. Come variano le aliquote del credito d'imposta in base alle regioni e alle dimensioni aziendali?
L'intensità del credito d'imposta è così ripartita per progetti fino a 50 milioni di euro:
Abruzzo, Marche e Umbria: 35% per le Piccole Imprese, 25% per le Medie Imprese e 15% per le Grandi Imprese.
Molise, Sardegna e Basilicata: 50% per le Piccole Imprese, 40% per le Medie Imprese e 30% per le Grandi Imprese.
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia (e le aree della Sardegna a transizione giusta): 60% per le Piccole Imprese, 50% per le Medie Imprese e 40% per le Grandi Imprese.
Puglia (Taranto - aree a transizione giusta): 70% per le Piccole Imprese, 60% per le Medie Imprese e 50% per le Grandi Imprese.
8. Quali regole e percentuali speciali si applicano alle aziende agricole primarie?
Nel settore della produzione agricola primaria l'aiuto spetta solo agli agricoltori attivi. Il credito d'imposta di base è pari al 65% dei costi ammissibili, ma l'aliquota può salire fino all'80% per giovani agricoltori o per investimenti legati a obiettivi climatici, ambientali o al benessere animale. Per queste imprese l'acquisto di terreni è ammissibile solo fino al 10% del totale dei costi e sono esclusi i costi per piante annuali, lavori di drenaggio, acquisto di animali e cablaggi esterni alla proprietà.
9. In quali finestre temporali e con quali modalità si devono presentare le domande?
È obbligatorio trasmettere telematicamente due comunicazioni all'Agenzia delle Entrate:
La Comunicazione Preventiva: deve essere inviata dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026 per indicare le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2026 e quelle previste entro il 31 dicembre 2026.
La Comunicazione Integrativa: deve essere trasmessa dal 3 al 17 gennaio 2027 per allegare l'avvenuta realizzazione delle opere, l'ammontare del credito finale, gli estremi delle fatture elettroniche e la certificazione contabile firmata da un revisore abilitato. La trasmissione avviene tramite i software dedicati "ZES UNICA" o, per l'agricoltura, "ZES UNICA AGRICOLA".
10. Come viene gestita la concessione delle risorse in caso di esaurimento dei fondi?
La misura è gestita con una procedura a sportello (in ordine cronologico di arrivo). Se la richiesta totale delle imprese supera il plafond finanziario disponibile per l'anno di riferimento, l'Agenzia delle Entrate determinerà e applicherà una percentuale di utilizzo ridotta del credito in modo uniforme per tutte le imprese richiedenti, proporzionalmente al rapporto tra le risorse effettive e quelle domandate.
11. Quali sono i vincoli di tempo per l'entrata in funzione dei beni e il mantenimento dell'attività?
I beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione, pena la rideterminazione del credito. Inoltre, per evitare la revoca dei benefici o il ricalcolo del credito d'imposta, l'impresa ha l'obbligo di mantenere l'attività nelle aree agevolate per almeno cinque anni dal completamento dell'investimento e non può cedere, dismettere o destinare a finalità estranee i beni acquistati nei primi cinque anni dalla loro entrata in funzione.




12. Come avviene l'utilizzo concreto del credito d'imposta e con quali aiuti è cumulabile?
Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24. L'utilizzo può iniziare a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, purché l'investimento sia già stato realizzato. È cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che coprono le medesime spese, a condizione che tale cumulo non superi l'intensità di aiuto massima o il tetto monetario più elevato previsto dalle normative dell'Unione Europea.
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