
FAQ ZES Unica Mezzogiorno - Legge di bilancio 2026,
L. 30 Dicembre 2025, n. 199 Credito d’imposta
per investimenti nel Mezzogiorno
1. Qual è lo scopo dell'agevolazione ZES unica Mezzogiorno 2026?
È una misura del MIMIT che concede un contributo sotto forma di credito d'imposta alle imprese che investono nell'acquisto di beni strumentali (materiali e immateriali) per favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi nel Sud Italia.
2. Quali sono i territori e i soggetti che possono beneficiare di questo fondo?
Possono partecipare tutte le imprese, a prescindere da dimensioni, regime contabile o natura giuridica, aventi sede operativa in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Sardegna. Sono ammesse all'agevolazione anche alcune aree specifiche situate in Abruzzo, Marche e Umbria.
3. Esistono dei settori imprenditoriali esclusi da questo bando?
Sì, sono escluse le imprese operanti nei settori siderurgico, carbonifero, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti, della banda larga, dell'energia, e del settore creditizio, finanziario e assicurativo. La misura non si applica inoltre alle imprese in stato di liquidazione, scioglimento o che si trovano "in difficoltà".
4. A quanto ammontano le soglie di investimento minime e massime?
Per accedere, l'investimento deve avere un valore minimo di 200.000 €, soglia che scende a soli 50.000 € per chi opera nei settori della produzione agricola primaria, della pesca e dell'acquacoltura. Il tetto massimo ammissibile è invece fissato a 100 milioni di euro per singolo progetto.
6. Posso finanziare la semplice sostituzione di un macchinario obsoleto o l'acquisto di scorte da rivendere?
No, i beni strumentali devono fare parte di un progetto di investimento iniziale (che includa la creazione di un nuovo stabilimento, l'ampliamento produttivo, una diversificazione o un cambiamento fondamentale del processo). Sono del tutto esclusi i beni destinati autonomamente alla vendita, i materiali di consumo e i prodotti da assemblare/trasformare.
5. Quali acquisti ed interventi rientrano nelle spese ammissibili?
Rientrano le spese (sostenute tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028) per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie. Si possono inoltre acquistare terreni e immobili strumentali, per i quali non è richiesto il requisito della novità, ma il loro importo non potrà superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato.
7. Con quale percentuale viene erogato il credito d'imposta?
La percentuale è variabile in base alla regione geografica e alla dimensione dell'impresa. Per le principali regioni del Sud (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) il credito ammonta al 60% per le Piccole Imprese, al 50% per le Medie e al 40% per le Grandi Imprese. Per particolari aree coperte da transizione giusta (es. Taranto), il contributo può salire fino al 70% per le Piccole Imprese.
8. Vi sono regole e tetti specifici per il settore dell'agricoltura?
Sì, per gli agricoltori attivi il credito base ammonta al 65% dei costi ammissibili, con la possibilità di veder salire l'aliquota fino all'80% se l'imprenditore è un giovane agricoltore o se il progetto promuove obiettivi climatico-ambientali o di benessere animale. A livello di spesa, i terreni sono coperti solo fino a un massimo del 10% del totale del progetto, e sono esclusi oneri per lavori di drenaggio, piante annuali e l'acquisto di animali.
9. Come funziona la procedura per accedere a questi fondi?
La procedura è "a sportello" (click day) e si articola in due step: l'invio telematico all'Agenzia delle Entrate di una Comunicazione Preventiva (dal 31 marzo al 30 maggio 2026) e, l'anno successivo, l'invio di una Comunicazione Integrativa (dal 3 al 17 gennaio 2027) in cui si attestano le spese. Nel caso in cui i fondi domandati dovessero superare la disponibilità totale, l'Agenzia delle Entrate ridurrà proporzionalmente il credito in percentuale per tutte le imprese.
10. In che modo posso incassare e utilizzare questo credito d'imposta?
L'agevolazione è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24. L'utilizzo può iniziare a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento delle Entrate, ma solo una volta che l'investimento sarà stato materialmente realizzato e supportato dalle fatture elettroniche e da un'apposita certificazione contabile firmata da un revisore abilitato.
11. Sono previsti vincoli sulla proprietà aziendale a fine investimento?
Assolutamente sì. Ai fini del mantenimento del beneficio, le imprese sono tenute a mantenere l'attività e l'investimento agevolato in quella sede per almeno cinque anni dopo la sua conclusione. La dismissione, la cessione a terzi o una destinazione d'uso diversa dei beni entro i primi 5 anni determinerà la rideterminazione o la revoca del credito spettante.




12. Posso cumulare questo incentivo del Sud con i bandi di altri enti pubblici?
Sì, questo credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni (come il regime "de minimis" o altri aiuti di Stato) sui medesimi costi. È però richiesto che tale cumulo complessivo non sfori la percentuale di intensità o il tetto monetario più elevato previsto dalle normative dell'Unione Europea.
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